Saturday, 13 September 2014

Poesia di Massimiliano Damaggio

Atene, maggio 2011 

uomini
escono dai buchi della notte
pieni di denti
sigarette
piccole grida

nella notte grande
molto grande
eccessivamente grande

seguono il cammino verso la piazza
lacrimogena

“ascolta, mi dicono, ho perso il lavoro
adesso dormo nei cassonetti
la banca m’ha mangiato un braccio
sono zoppo
non posso più elargire carezze
né calci

cosa può stasera, domani
questa riga, questa penna, questa roba qua
che chiamate poesia?

non è
carne né
pesce né
lingua
oramai ”

e saltano tra gli incendi
verticali dei chioschi

e gli alberi
soffiano 
sul fuoco

(da Articolo 1, una Repubblica AFfondata sul Lavoro)



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